Turchia, nuovo regolamento che introduce dazi all’importazione di calzature non originarie della Unione europea

Assocalzaturifici informa che, con regolamento 2017/10926 della DG 30270 del 14 dicembre 2017, è entrato in vigore lo scorso 13 gennaio 2018 il nuovo regolamento adottato dal Governo turco che impone la riscossione di un dazio aggiuntivo all’importazione di determinati prodotti, tra i quali le calzature.

L’obiettivo della normativa, che si inserisce in una generale politica di maggior vigilanza sui beni di consumo importati, è contrastare l’importazione di beni prodotti al di fuori della Unione europea, ma esportati verso la Turchia tramite l’Unione europea.

La nuova Decisione obbliga le imprese europee, che producono in paesi non appartenenti all’Unione europea, e con i quali la Turchia non ha in vigore un accordo commerciale preferenziale, a pagare un’ulteriore tassa ( “obbligo finanziario aggiuntivo”) qualora esportassero le merci in Turchia.

In definitiva, tutte le calzature prodotte al di fuori dell’Unione europea, che non sono state fabbricate in nessuno dei paesi con cui la Turchia ha un accordo commerciale preferenziale, indipendentemente dal fatto che siano state o meno sdoganate nell’Unione europea, saranno soggette a:

  • CALZATURE CON TOMAIE IN CUOIO: TASSA MINIMA DI 5 USD/PAIA, 50% DEL VALORE;
  • CALZATURE CON TOMAI DI GOMMA, MATERIA PLASTICA O TESSILE : TASSA MINIMA DI 3 USD/PAIA, 30% DEL VALORE;
  • TOMAIE E ALTRE PARTI: 20% DEL VALORE.

NON SARANNO SOGGETTE ALLA NUOVA NORMATIVA le calzature prodotte in Israele, Macedonia, Bosnia-Erzegovina, Marocco, Cisgiordania, Gaza, Tunisia, Egitto, Georgia, Albania, Giordania, Cile, Serbia, Montenegro e Kosovo.

L’importatore sarà responsabile della riscossione dell’imposta e le Autorità turche potranno richiedere prove e documenti ulteriori per verificare il paese di origine ed effettuare controlli aggiuntivi.

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Si ricorda inoltre il programma, in vigore in Turchia, di ispezione sulla sicurezza dei prodotti di consumo.

Con l’obiettivo di ritirare dal mercato i prodotti a rischio, le Autorità turche effettuano, infatti, controlli all’importazione per verificare la presenza di coloranti azoici, ritardanti di fiamma e ftalati.

QUI l’elenco delle sostanze soggette a restrizione

Tutti i prodotti elencati, indipendentemente dal fatto che siano importati o meno, sono sottoposti alle ispezioni eseguite dal Ministero dell’Industria e del Commercio, in conformità alle disposizioni del regolamento.

Per quanto riguarda l’importazione, la dogana della Turchia selezione il prodotto in base al proprio sistema interno e invia i campioni ai laboratori per i test di conformità.

Per maggiori informazioni riguardo i test richiesti dalle autorità doganali turche e dagli importatori, dott.ssa Paola Crespi- Responsabile Business Unit C.I.M.A.C. email  p.crespi@cimac.it

(Fonte Assocalzaturifici)

 

 

 

 

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