Shopping online: più trasparenza sui costi delle spedizioni intra UE

L’Europa compie un ulteriore passo per incentivare lo shopping online. Dopo aver adottato il Regolamento che porrà fine ai geoblocking entro fine anno, il Parlamento europeo ha approvato il 13 marzo scorso la proposta di Regolamento della Commissione che introduce nuove regole per garantire una maggiore trasparenza sulle tariffe delle spedizioni effettuate tra Paesi dell’Unione Europea.
Le nuove norme fanno parte del pacchetto per il commercio elettronico presentato nel 2016 dalla Commissione.

Perché è necessario un intervento UE

Gli alti costi per le spedizioni transfrontaliere (cioè in un altro paese dell’UE) sono un ostacolo sia per chi vorrebbe fare acquisti sia per chi vende online. Il prezzo di una spedizione in un altro paese UE può arrivare ad essere cinque volte superiore al prezzo per le spedizioni nazionali, anche in caso di distanze simili. Ad esempio, spedire un pacco di due chili dai Paesi Bassi all’Italia costa €13, ma spedire lo stesso pacco dal Belgio all’Italia, quindi con distanze e condizioni simili, costa ben €32.8.

La Commissione, basandosi sui risultati di una consultazione pubblica del 2015, ha concluso inoltre che: “oltre i due terzi dei consumatori avevano rinunciato ad effettuare un acquisto online perché ritenevano che i costi di spedizione transfrontalieri fossero troppo elevati”.

La possibilità di applicare prezzi differenti a spedizioni che devono coprire distanze analoghe è in parte determinato dall’assenza di una reale competizione tra i soggetti che effettuano le spedizioni: “L’assenza di trasparenza nel settore non incentiva gli operatori postali e delle consegne ad abbassare i prezzi e quindi può anche rendere meno accessibile la vendita online in altri paesi UE. I consumatori, in particolare quelli che vivono in aree lontane dai grandi centri, rischiano di avere un accesso più limitato al mercato europeo”.

Ricordiamo inoltre che non si tratta solo di commercio online: chiunque abbia la necessità di spedire un pacco in un paese UE diverso dal proprio è soggetto a tariffe incoerenti.


Il nuovo Regolamento prevede, in sintesi:

  • Possibilità per consumatori e rivenditori di controllare i prezzi delle spedizioni e di scegliere la proposta migliore, tramite un sito internet predisposto dalla Commissione Europea
  • I soggetti che si occupano di gestire i servizi di spedizione dovranno fornire informazioni chiare su condizioni e prezzi delle consegne
  • Il compito monitorare le aziende di spedizione, individuando le tariffe troppo alte, verrà assegnato alle autorità postali delle singole nazioni

La disciplina può quindi essere schematizzata mettendo in evidenza da un lato i nuovi obblighi di informazione e dall’altro l’attività di monitoraggio dell’attività degli spedizionieri volta ad individuare i prezzi delle tariffe definiti irragionevolmente elevati.

Le informazioni dovranno comprendere sia quelle rivolte all’utente finale (opzioni di consegna, politiche per la gestione dei reclami, etc.), sia quelle di competenza delle autorità nazionali (fatturato, numero di pacchi consegnati, numero e status dei dipendenti, informazioni sui subappaltatori del servizio).

Non saranno soggetti agli obblighi le aziende di spedizione con meno di cinquanta dipendenti ed operanti in un unico Paese.

Prossime tappe

Affinché la proposta entri in vigore, è necessaria l’approvazione del Consiglio dei ministri UE, dopo che i negoziatori di Parlamento e Consiglio avevano raggiunto un accordo lo scorso dicembre.

Il testo integrale approvato potrà essere scaricato nelle prossime ore tramite il sito del Parlamento Europeo. 

Per approfondimenti, link sulla pagina Comunicato stampa del Parlamento europeo

 

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